Napoli, bimbo annega in piscina durante festa matrimonio

Chi avrebbe dovuto evitare che il piccolo Davide, quattro anni, figlio di una coppia casertana, finisse nella piscina del lido “Kora” a Lucrino, dove si stavano tenendo i festeggiamenti per un matrimonio? Sono state adottate tutte le misure di sicurezza necessarie a evitare incidenti? A queste e ad altre domande dovrà rispondere l'inchiesta aperta dalla Procura di Napoli sulla morte del bimbo annegato in piscina sotto gli occhi degli invitati. La polizia sta ascoltando le testimonianze per cercare di ricostruire l'accaduto, ma un contributo fondamentale potranno darlo le immagini di videosorveglianza. Secondo una prima ricostruzione, il bimbo si sarebbe allontanato dai genitori intorno all'una di notte e sarebbe caduto o sarebbe entrato dentro la piscina per adulti, nella quale c'erano già altri bambini, che si erano buttati in acqua nonostante i richiami degli animatori. Un'animatrice avrebbe tentato di soccorrere il piccolo. Poco dopo è arrivata l'ambulanza, ma le condizioni del bimbo sono apparse subito disperate. In ospedale hanno potuto solo constatare il decesso. Sul suo corpo è stata disposta l'autopsia e la piscina è stata sottoposta a sequestro. “L'età di mia figlia, quindi immagina lo sgomento”. Lei conosce questa struttura? “Sì”. Quella piscina è per bambini? “No, la piscina non è per bambini. Infatti non hanno accesso. Dai 15 anni in poi durante... quando non fanno le cerimonie, durante la giornata, hanno accesso i ragazzi dai 15 anni in poi”.


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