Omicidio Sara Di Pietrantonio, Cassazione: nuovo processo

Questa sentenza oggi è importante perché dà valore, il giusto valore allo stalking e quindi per me va bene così. Io non credo nella maniera più assoluta che lui non ricordi, veramente no, è proprio inconcepibile perché è palese, è chiaro che lui abbia premeditato tutto a tavolino, è troppo… è proprio dimostrato. 30 anni di reclusione non sono sufficienti per Vincenzo Paduano, l'ex guardia giurata condannata a questa pena dalla Corte d'Appello di Roma lo scorso maggio per aver strangolato la sua ex fidanzata Sara Di Pietrantonio e bruciato il suo cadavere. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio ad un’altra sezione della Corte d'Assise d'Appello della capitale, accogliendo così il ricorso del Procuratore generale che ha chiesto di ripristinare la pena dell'ergastolo stabilita in primo grado. Il ricorso di Paduano che chiedeva le generiche è stato invece respinto. Vi aspettavate una decisione così severa? No, assolutamente no. Anzi, noi eravamo convintissimi che la pena… che la sentenza doveva mitigare un po’ le responsabilità dell'imputato che c'erano e non le abbiamo contestate per quanto riguardava l'omicidio, ma eravamo convinti che non c'è premeditazione, non c'è stalking e anche i futili motivi li avevamo impugnati. Questo significa che Vincenzo Paduano può rischiare l'ergastolo? Formalmente sì, ma tecnicamente in appello sicuramente dobbiamo vedere il punto di pena poi che andremo a discutere. È chiaro che bisogna leggere le motivazioni per capire su quali punti del ricorso del Procuratore generale è stato accolto e quali sono i principi che poi vanno rimessi alla Corte d'Assise d’Appello. Non finisce dunque la vicenda sulla morte di Sara. Purtroppo bisogna sentirne parlare ancora, mentre Paduano, che non si rassegnava alla fine della loro storia, si trova nel carcere romano di Rebibbia.


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