Palermo, famiglie lasciano il campo rom da demolire

Questa casa l'ha costruita lei? Questa l'ho fatta io. E da 7 anni vive qui con la sua famiglia? E questo è il mio camper. Ho un figlio malato. La famiglia del signor Domenico, arrivata a Palermo da Milano, è una delle ultime famiglie rimaste nel campo nomadi che si trova all'ingresso del Parco della Favorita, non lontano dal centro e a pochi chilometri dalla zona balneare di Mondello. Io sono disoccupato. Ho la Carta REI, che prendo 290 euro al mese. E questo è l'unico posto che ha come casa? Questa è la mia casa. Era, perché ora non c'è più. La maggior parte delle persone che hanno vissuto a lungo in questo campo, nato negli Anni Novanta su un'area demaniale, si sono già trasferite altrove. Rimangono un'ottantina di persone, tra cui molti bambini. Presto verranno trasferiti in alcune strutture alberghiere, prima che venga loro assegnato un alloggio. Le famiglie cominciano a caricare su camion e furgoni mobili ed effetti personali, mentre nel campo sono già arrivate le ruspe in vista della demolizione prevista dalla Procura di Palermo. L'ordinanza di sgombero era stata emanata lo scorso luglio, perché tra fogne a cielo aperto e rifiuti e nonostante la realizzazione di diverse opere per la messa in sicurezza degli impianti, nel campo non sussistono le basilari condizioni igieniche e sanitarie per tutte quelle persone che hanno fatto di queste baracche di legno la propria casa. Ci sono topi, topi, topi. Tutti gli scarichi dove andiamo a fare i bisogni vanno a finire qua dietro, qua. Qua dietro, tutto qua dietro. E qui due notti fa un uomo disabile ha rischiato di morire nell'incendio della propria baracca. Lo ha salvato il suo cane che ha dato l'allarme, evitando che le fiamme si propagassero anche alle altre costruzioni.


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