Pirateria tv online, bloccati circa 200 server in Europa

Una delle più importanti operazioni antipirateria audiovisiva mai avvenute a livello mondiale! Cinque paesi europei coinvolti, 200 server in grado di ritrasmettere illegalmente il segnale delle pay-tv tradizionali bloccati e 5 milioni di persone che solo in Italia non potranno più usufruire di questi, chiamiamoli, servizi. Sono i numeri che danno la misura di un blitz che ha visto l'Italia in prima linea, con inchieste parallele della procura di Roma che ha lavorato con il servizio di polizia postale e quella di Napoli con il Nucleo speciale della guardia di finanza per le frodi tecnologiche, cui poi si sono affiancati, con il lavoro di Eurojust, l'agenzia europea che si occupa di coordinare le autorità giudiziarie dei paesi dell'Unione che ha sede all'Aia, i magistrati di Olanda, Francia, Grecia, Bulgaria, Germania. “C'è stato un salto di qualità nella tipologia, nel modus operandi delle organizzazioni criminali che dalla classica clonazione delle carte prepagate hanno creato un nuovo software che ha consentito di trasformare il segnale satellitare in segnale digitale, quindi di rimbalzarlo attraverso appropriati server. A questo salto di qualità tecnologico dal lato criminale c'è stato un corrispondente salto di qualità dal lato giudiziario e investigativo.” Un'operazione importante, soprattutto perché ha portato al blocco di un software molto particolare, Xtream Codes, gestito attraverso una società con sede in Bulgaria. Alla base del funzionamento del 90% di questi servizi legali non delinquenti comuni, dunque, ma realtà strutturate legate a doppio filo con la criminalità organizzata, nelle cui casse arrivavano ogni mese circa 2 milioni di euro. Un fenomeno che, da un lato, ingrassa le mafia e la criminalità organizzata; dall'altro, mette a rischio migliaia di posti di lavoro e danneggia l'industria culturale italiana ed europea, ma non solo: un fenomeno che per questo deve essere in tutti i modi ostacolato!


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