Seggiolini antiabbandono, boom ordini dispositivo italiano

“Questo è il suono che salva la vita al bambino. Il dispositivo è questo; si chiama Remmy, è molto semplice da usare e io lo chiamo meccanico perché si inserisce semplicemente il sensore di pressione sotto la fodera del seggiolino e si inserisce alla presa accendisigari. Le funzioni di Remmy principali sono due. La prima è, se il bambino si sposta, si slaccia, durante la marcia, Remmy ti avverte. La seconda è quando arrivi a destinazione, appena spegni la chiave, appena spegni l'auto, Remmy suona e avverte che il bambino ancora è in auto”. A ideare e realizzare questo apparecchio siete stati i primi. “Sì, siamo stati i primi, nel 2013, quando ancora non si parlava di questo problema. Siamo stati i primi al mondo. Abbiamo anche ricevuto un riconoscimento dalla Comunità europea. Ci sono anche altri dispositivi sul mercato che avvisano con un segnale acustico, però tramite il telefono, quindi tramite Bluetooth. Questo avviene nel momento in cui uno si allontana dall'auto e il Bluetooth perde la connessione col dispositivo. Noi lo riteniamo meno sicuro, perché per noi è più un segnale abbandono che un anti-abbandono. Abbiamo già studiato la versione smart Remmy, che avrà anche all'interno il Bluetooth e potrà avere anche questa funzione in più, che comunque per noi è una funzione in più, perché il nostro avverte subito. Noi attualmente distribuiamo in circa 250 negozi puericultura in Italia”. “Il giorno dopo l'approvazione della legge abbiamo già ricevuto di prima mattinata delle richieste di acquisto di questi kit anti-abbandono, genitori comunque molto ansiosi che già erano in attesa da tempo, appunto, che questo decreto diventasse effettivo”. Lei, signora, per suo figlio comprerà il seggiolino integrato o il dispositivo anti-abbandono?”Per forza, perché è obbligatorio, però non reputo che... mi sembra assurdo che ci sia una seggiolino ad hoc, perché non potrei mai dimenticarmi di mio figlio. Se te lo dimentichi hai un problema con te stesso, e quindi devi fare un'analisi tua. Non ci deve essere una legge che te lo impone. Mi sembra assurdo”.


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