Stupro Circumvesuviana, la vittima: "Meglio non denunciare"

> Delusa e amareggiata la ventiquattrenne che a inizio marzo ha denunciato uno stupro nell'ascensore della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, per il quale tre giovani poco più che maggiorenni sono indagati, teme di non essere stata creduta nel suo racconto. Affida al suo avvocato, Maurizio Capozzo, poche parole per esprimere la sofferenza aggiuntiva che questa vicenda le sta generando. Dopo Alessandro Sbrescia anche il secondo dei tre, Antonio Cozzolino, è stato scarcerato dal tribunale del riesame. Resta in carcere per il momento il terzo del gruppo e bisognerà attendere per conoscere le motivazioni della scarcerazione. Il 5 marzo intorno alle 18:00 la ragazza viene trovata da un passante accasciata su una panchina in lacrime e sotto shock. Poi denuncia lo stupro. Le telecamere di videosorveglianza aiutano a identificare i presunti aggressori. Viene riscontrata una compatibilità tra il drammatico racconto della giovane e le immagini. I tre finiscono in carcere. Si difendono dicendo che il rapporto sarebbe stato consensuale. Di parere contrario, invece, la perizia medica disposta nei confronti della vittima che conferma la violenza, descrivendo, inoltre, l'incapacità di reagire della giovane come un fenomeno di dissociazione tra corpo e mente, che si manifesta spesso nelle vittime. La sua famiglia sta pensando di allontanarla dalla sua città per sottrarla alla pressione mediatica e psicologica. Avrebbe dovuto essere nuovamente sentita dalla Procura di Napoli, ma l'interrogatorio è stato rimandato proprio per lo stato di sofferenza psicologica in cui si trova, fa sapere il suo legale. Riguardo le scarcerazioni sono durissime le parole della giovane, soggetto descritto come molto fragile con problemi di anoressia. "Confermo" dice al suo avvocato "che se avessi saputo tutto questo non avrei denunciato".


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