Suicidio Cantone, archiviata inchiesta: nessuna istigazione

Nessuno ha istigato Tiziana Cantone al suicidio. Con questa motivazione il GIP del Tribunale di Napoli dispone l’archiviazione del fascicolo d’inchiesta sulla tragica fine della trentunenne napoletana che nel settembre del 2016 si tolse la vita impiccandosi dopo mesi di infruttuose battaglie giudiziarie ingaggiate dalla ragazza che si era vista pubblicare sui social network alcuni video a luci rosse che lei e il fidanzato avevano girato e poi diffuso tra una cerchia di persone amiche. Ancora in vita, Tiziana Cantone aveva presentato denuncia per la diffusione dei suoi video hard, facendo presente al magistrato che quella gogna mediatica cui era sottoposta le rendeva la vita impossibile, istigandola al suicidio. Ebbene, secondo il GIP, la Cantone si sarebbe uccisa senza pressione, scegliendo in piena coscienza e seguendo la sua volontà. L’archiviazione arriva a poche settimane dall’archiviazione di un’altra inchiesta per violenza privata e diffusione di video, in cui c’erano anche degli indagati, dunque prosciolti da ogni accusa. Così, a poco più di un anno dalla morte di Tiziana Cantone, suicida per vergogna, per quei video virali che la ritraevano in pose oscene assieme al fidanzato di allora, non c’è alcun colpevole. Non solo. Quei video ancora oggi sono virali, ancora oggi sono pubblicati sui siti porno. Ancora oggi c’è chi usa quei video per fare soldi grazie a chi va in rete per guardare immagini e video porno.


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