Superbatterio New Delhi, 30 morti in Toscana per infezione

Cresce la preoccupazione per il New Delhi, il superbatterio isolato per la prima volta nel 2008 in un cittadino svedese di ritorno dall'India. 75 persone in Toscana hanno sviluppato l'infezione tra il novembre del 2018 e il 31 agosto scorso. La mortalità complessiva è del 40 %. Questo significa che i decessi sono una trentina, concentrati nell'area nord ovest della regione. Perché questo superbatterio come, gli altri del resto, è così pericoloso? Produce questo enzima, metallo beta lattamasi Nuova Delhi, che è in grado di mettere in crisi la gran parte dei nostri antibiotici. Colpisce le persone in ospedale più fragili. Se gli antibiotici si usano male, in modo inappropriato, se si usano troppo, questo succede, questo porta i microbi a mutare, a divenire resistenti. Poi però il microbo resistente che sta nell'intestino di un paziente, poiché non vola, passa all'altro paziente e ancora l’altro paziente e si diffonde per le mani del personale. 708 sono state colonizzate dal batterio. I numeri sono certamente molto più alti nella popolazione, ma nelle persone sane non succede niente. Il rischio, come abbiamo detto, è nei reparti. Questo di Cisanello, Pisa, è l'ospedale più colpito. Per combattere il batterio la prima cosa è riconoscerlo. Poi noi abbiamo la notifica da parte del laboratorio di microbiologia ai reparti, l’isolamento del paziente, che può essere fatto in camera singola. Dopodiché si adottano le misure di protezione per l'assistenza al paziente. Il lavaggio delle mani e quindi l'arma più semplice e quella più potente contro la diffusione del superbatterio.


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