Terremoto, Curcio: "In Italia poca prevenzione"

Nonostante l’Italia sia ad alto rischio sismico e idrogeologico, il punto debole del nostro Paese è la prevenzione. A parlare è il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che ha spiegato quanto sia importante potenziare tutta la catena della filiera che interviene quando c’è un’emergenza: “L’importante è il potenziamento della filiera. Qua non si tratta di gestire qualche Comune. Qua c’è il centro dell’Italia che è direttamente o indirettamente coinvolto in maniera differente”. Dopo le ultime scosse di terremoto che hanno messo in ginocchio il centro Italia, il Governo si è mosso con tre decreti, ma la ricostruzione è ancora lontana. Alcune delle casette di legno promesse sono state solo assegnate. La gente è stremata, gli allevatori in difficoltà e i borghi ancora sotto le macerie. È in questo contesto che si muovono gli uomini della Protezione Civile, i volontari, gli angeli delle tragedie, uomini e donne che fanno parte della macchina organizzativa che si mette in moto ogni volta che l’Italia viene sconvolta da una catastrofe. Per questo occorre rafforzarla e riformarla: “Oggi c’è bisogno di rafforzare ancora la Protezione Civile. Domattina il Senato voterà finalmente la legge-delega per il Governo. Passerà poi alla Camera, ma in fretta avremo una nuova riforma della Protezione Civile, che mette fine ai tanti ritardi che sono nati al tempo del Governo dei tecnici”. In un libro si prova a raccontare la storia della Protezione Civile in tutte le sue tappe: dall’epoca in cui era guidata da Guido Bertolaso a quella che abbiamo oggi.


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