Roma, Torre Maura: ancora tensioni, trasferiti primi nomadi

I rom piano piano se ne vanno, una ventina hanno lasciato da poco il centro di accoglienza di via Codirossoni. Si è corso così ai ripari varando un piano di trasferimento che entro lunedì prossimo dovrebbe allontanare da Torre Maura tutti i 70 nomadi e i 33 minori in altre strutture della città. C'è il timore che la miccia possa scoppiare anche altrove. Qui, nel VI municipio a guida 5 Stelle, tra la Casilina e il raccordo anulare, tra case popolari, palazzi abusivi e costruzioni mai finite, ha vinto chi non li voleva, chi, esasperato da un lavoro che non c'è, degrado e rabbia, si aggrappa alle promesse di CasaPound, quella destra sfidata da Simone, un quindicenne di Torre Maura che accusa il Movimento di cavalcare la rabbia per racimolare un po' di voti. E quindi dei rom, 70 persone, secondo me non è che tutta Torre Maura scende per 70 persone. Secondo me è stata solo una chiave per farsi sentire. Sulla protesta è intervenuta anche la Chiesa cattolica, che per bocca del segretario generale, monsignor Stefano Russo, ha invitato a evitare guerre tra poveri. CasaPound e Forza Nuova annunciano nuovi sit-in, anche il Pd potrebbe organizzare una manifestazione per sabato. La rabbia sociale colpisce il Campidoglio, l'Amministrazione di Virginia Raggi si trova a ripetere “Attenzione a come procedere con gli spostamenti delle persone perché i comitati di altri quartieri sono in fermento, pronti ad alzare le barricate”. Oggi è stato convocato un comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura per gestire la situazione delicata, perché da Torre Maura ripetono da due giorni “la protesta scatta anche altrove”.


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