Valanga Hotel: 7 le vittime accertate, continuano i soccorsi

Sono arrivati sani e salvi qui al COC di Penne questi tre cuccioli di pastore abruzzese. Hanno resistito per cinque giorni tra le macerie e la neve dell’albergo Rigopiano di Farindola, travolto mercoledì da una valanga che si è staccata dalla montagna. Sono i figli di Nuvola e il lupo, i cani che erano riusciti ad avvertire il pericolo e a salvarsi dai crolli. Sono in buone condizioni di salute, e questo potrebbe far ben sperare che sotto il resort ci sia ancora qualcuno in vita. I cani si trovavano nel locale delle caldaie. Continua senza sosta il lavoro di soccorso di tutte le unità impegnate a scavare nella zona dove sorgeva l’hotel. I Vigili del fuoco possono impiegare ora anche mezzi meccanici, mentre gli uomini delle squadre di soccorso hanno raggiunto ormai il cuore della struttura, e cioè il locale del biliardo, dove sono stati trovati vivi quattro bambini e la signora Adriana Parete, il locale dove era la reception dell’albergo e i locali tecnici delle caldaie. “Si sta operando proprio dall’alto della struttura, attraverso dei cunicoli che vengono realizzati nel tetto e negli altri solai che sono sul pian terreno, per poter accedere ai locali del piano terreno, dove si immagina che ci sia ancora volume utile per poter rinvenire delle persone in vita”. Si lavora in condizioni meteo critiche e dove c’è ancora il pericolo di altre valanghe. “Questo è un apparecchio per la ricerca in valanga – lo dice l’acronimo – e permette di trovare una persona sepolta. Di solito la modalità di trasmissione manda dei piccoli segnali radio. In caso di travolgimento si mette in ricezione e lui, tramite dei numeri e delle frecce, ti porta letteralmente sul sepolto”. Martedì si svolgeranno i funerali di due vittime della valanga. Nella chiesa di San Nicola Vescovo di Farindola saranno celebrati i funerali di Alessandro Giancaterino e a Penne quelli di Gabriele D’Angelo. Qui al COC di Penne si continua a lavorare senza sosta. Le squadre di soccorso si danno continuamente il cambio per cercare di capire se davvero c’è ancora qualcun altro lì sotto le macerie.


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