Verso Legge Bilancio, misure per evitare aumento tasse

Le migliaia di modifiche alla manovra presentata in Senato non cambiano la sostanza della legge di bilancio. L’80 per cento delle risorse serve per evitare che l’anno prossimo aumentino le tasse sui consumi. Un incremento programmato in passato, come avviene ormai da anni, e che è soltanto rinviato. Non mutano neanche gli altri capitoli più corposi. Innanzitutto il rinnovo del contratto degli statali, che vale 1,7 miliardi. A questi lavoratori verrà riconosciuto un aumento di stipendio, in media 80 euro mensili lordi, dopo sette anni di buste paga congelate. Ci sono poi i quattrini per la lotta alla povertà, con l’estensione del cosiddetto reddito di inclusione, e quelli per il dimezzamento dei contributi per le imprese che assumono giovani o under 35 con contratti stabili. Sempre per le aziende ci sono diverse proroghe di sconti legati agli investimenti. C’è poi il pacchetto previdenza, col blocco dell’aumento dell’età pensionabile a sessantasette anni dal 2019 per quindici categorie di lavori gravosi. Le misure elencate assorbono quasi tutto, rimane poco e il Senato si è concentrato sulla famiglia. Ecco, quindi, il bonus bebè reso permanente, ma con assegno ridotto, il contributo per chi assiste un familiare invalido e l’ampliamento della platea di coloro che saranno esentati dal superticket, l’obolo aggiuntivo che si paga in molte regioni per una visita specialistica. Rinnovati gli sconti fiscali per la casa, da chi la ristruttura a chi migliora l’efficienza energetica, e la creazione di un fondo per risarcire chi ha perso i risparmi con le due banche venete e le quattro salvate due anni fa dal Governo, ma solo se si è subito un danno ingiusto e c’è una sentenza definitiva che lo certifica. Sul fronte fiscale arriva la web tax, ma l’imposta per evitare l’elusione fiscale dei giganti digitali partirà solo nel 2019. Circa la metà dei quattrini necessari a questa manovra arriveranno facendo nuovo deficit, e non si può alzare l’asticella perché l’Europa sta attenta a ogni virgola. Quattro miliardi poi si troveranno coi tagli alla spesa e la parte restante dalla lotta all’evasione fiscale, i cui effetti, come di consueto, sono da verificare a posteriori.


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