Il Primo Maggio libero e pensante torna a riempire finalmente il parco archeologico delle mura greche di Taranto. "Dove eravamo rimasti?" "Eravamo rimasti a una manifestazione libera, un piccolo miracolo nato nel meridione d'Italia che era un grandissimo momento di condivisione e anche di volontà di tracciare un futuro diverso e oggi siamo di nuovo qui con ancora più forza, ancora più partecipazione e di questo non possiamo che essere felicissimi." Ambiente e lavoro restano i temi fondanti di questo evento, effetto collaterale della vertenza Ilva, e costruito da un comitato di cittadini e lavoratori. Ma quest'anno sul palco si parla anche di pace. "Noi come tutti stiamo soffrendo questa condizione di guerra e noi come Tarantini la soffriamo particolarmente perché questa guerra viene usata anche in maniera un po' melliflua, può subdola, perché con la scusa di questa guerra adesso noi siamo costretti ad aumentare la produzione di acciaio nella nostra fabbrica. Questo però significa inquinare ancora di più." E poi c'è la musica, piacevole intermezzo capace al tempo stesso di dare forza e risonanza ai grandi temi del Primo Maggio tantino. "Se nelle prime edizioni, io sono uno dei veterani qui di Taranto. Le prime edizioni cercavamo di coinvolgere, far capire che cos'era l'Uno Maggio a Taranto, quest'anno proprio il 90% sono tutte adesioni che ci arrivano in maniera naturale, spontanea. E questa è la cosa che ti fa stare bene, perché capisci quanti artisti comunque capiscono che cosa significa partecipare a questo momento importante." Giuliano Sangiorgi, Ermal Meta, Giovanni Caccamo, i Terrarossa, N.A.I.P., sono tantissimi gli artisti che si alternano sul palco Tarantino scelto quest'anno anche dall'eterno Gianni Morandi.























