21 anziani morti in una casa di riposo di Grugliasco

02 apr 2020

Doppi guanti, camici, mascherine, occhiali e un mantello di plastica, dura almeno 20 minuti la vestizione, poi la task force, formata da medici e infermieri, entra nella residenza per anziani San Giuseppe di Grugliasco, nel torinese, per un'ispezione urgente e straordinaria perché dal 13 marzo scorso qui sono morti 21 degli 87 anziani ospiti della struttura, 11 solo nello scorso fine settimana. Posso dirvi che è stato stabilmente tenuto un rapporto dal quale non si poteva presumere una condizione clinica di questo tipo. La segnalazione è arrivata da chi abita nelle vicinanze e ha visto, soprattutto negli ultimi giorni, un anomalo transito di carri funebri intorno alla casa di riposo. Mia moglie ha visto diversi carri passare qui nel parcheggio. Ieri sono sceso per andare a fare delle commissioni e ho visto un carro funebre entrare dall'altra parte. Un'operatrice si era ammalata tre settimane fa, è stata, probabilmente, lei a contagiare gli ospiti, tutti tra gli 85 e i 97 anni. I parenti si lamentano di non essere stati avvertiti della situazione. Santino e Margherita avevano qui la mamma di 89 anni. Fino al giorno prima, sabato 28, avevo chiesto notizie, ci dicevano: “Mangia poco, ha le flebo, sta bene!” Ci hanno sempre detto che stava bene, poi domenica ci hanno chiamato all'una e ci hanno detto che è mancata, per cui noi più che altro siamo arrabbiati perché non ci hanno detto che stava male. Sono la nipote di una nonna ricoverata in questa struttura e so, purtroppo, da fonti certe, che le persone manovravano i cadaveri con gli stessi indumenti, agli stessi dispositivi di protezione utilizzati per manovrare le persone ancora in vita, quindi, per dar da mangiare e per fare le messe ai letto e i cambi pannoloni. A nessuno dei 21 anziani deceduti è stato fatto il tampone, dunque, al momento non risultano morti a causa del Covid 19 e questo fa capire quanto sommerso ci sia. Nella nostra città muoiono mediamente, nel mese di marzo, 30 persone. Nel mese di marzo del 2020 sono morte 68 persone, di queste, tra le 8 e le 10 sono riconducibili, effettivamente, a Covid, cioè di persone segnalate, che hanno ricevuto il tampone, di tutte le altre invece non ci sono giustificazioni, forse a dimostrazione del fatto che il virus era molto più presente in tutti i territori e mi pare di capire, da altri colleghi sindaci, che questo conto che ho fatto io possa essere fatto su scala nazionale.

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