Il 3 febbraio 1963, con la legge Gonella, il Parlamento italiano istituì l'ordine dei giornalisti. Dopo 60 anni autonomia della categoria, indipendenza della politica continuano ad essere pilastri del giornalismo italiano, l'informazione è un veicolo di libertà, scrive il Presidente Mattarella nel suo messaggio ai giornalisti riuniti alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Il bene delle informazioni gode di esplicita tutela costituzionale, scrive sempre il Capo dello Stato, che sottolinea non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. "Se un giornalista pubblica una notizia riservata nell'ambito delle indagini giudiziarie, la colpa non è del giornalista e non è il giornalista del giornale che va ne incriminato e nemmeno censurato. La colpa è di chi consente la diffusione di queste notizie o non vigila abbastanza perché non vengano divulgate". "Noi non crediamo ci sia bisogno di altre norme, ma siamo disponibili a fare un ragionamento con i colleghi, a invitarli a espungere eventualmente dei brani che riguardano la vita privata e che niente hanno a che vedere con le vicende processuali, che fossero per errore mantenuti nelle intercettazioni rese disponibili". Una professione cambiata, che sta cambiando e che cambierà con una responsabilità ora accentuata dalla moltiplicazione delle fonti e dalla rivoluzione del web. "La libertà di stampa ha inizio soprattutto, trova fondamento nella libertà personale di ciascun cittadino italiano di esprimersi e di poter parlare liberamente con un giornalista".























