A Napoli, nella via dei presepi, Maradona è già un angelo

27 nov 2020

È difficile far capire agli altri l'amore che noi napoletani possiamo provare per quest'uomo, però solo un napoletano p un argentino può capire. È Bruno Alcidi che parla e racconta di come è entrato in possesso di un cappello di Maradona. L'ho preso su un aereo che ho avuto la fortuna di prenderlo assieme alla squadra del Napoli, quando si è alzato sul poggiatesta è rimasta una ciocca di capelli. Adesso è diventata una reliquia. La città è come sospesa, nei vicoli, spuntano manifesti a lutto. Poca gente per strada, complice anche il lockdow, e poca voglia di parlare, se non di lui, del Santo laico che qui appartiene a tutti. È una San Gregorio Armeno surreale a causa del covid, del lockdown, le botteghe sono chiuse, i vicoli stretti vuoti, i pastori, i colori all'interno. Dentro le botteghe però, c'è chi lavora e lo ha fatto per una notte intera. Diego merita tanto, l'ho realizzata con le ali perché lui come c'ha fatto volare sui campi adesso lui volerà in cielo tra gli angeli. Qualche bottega più in là un altro artigiano ha allestito una sorta di altarino. Immagini, bandiere, un pallone, le statuine del campione argentino. Abbiamo deciso di regalarla a Claudia e alle due bambine, ragazze, Dalma e Giannina. Che io so bene che amavano e amano molto il loro papà, è il minimo che possiamo fare. Il ricordo dell'uomo contro, che ha sbagliato e pagato, ma generoso e vero, esagerato sempre, mai, mai mediocre.

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