A Palermo molti studenti scelgono tracce sulla mafia

19 giu 2019

Escono alle 13:00 i primi studenti ad aver completato la prova iniziale dell'esame di maturità. La loro scelta ricade sulle tracce che trattano l'argomento della mafia. “In particolare parlava della morte del generale Carlo Alberto dalla Chiesa. Io non ho avuto l'opportunità di conoscere dal vivo i fatti, però, insomma, ho parlato in generale della mafia, di Falcone, Borsellino, persone che stimo molto”. “Un testo di Leonardo Sciascia “Il giorno della civetta” però l'argomento era sempre la mafia. C'è sicuramente un'attualità perché, appunto, parlava del contrasto delle persone che credono nella legalità e che vogliono cercare di sconfiggere la mafia e quelli, invece, dove prevale l'omertà”. Tra gli studenti del Liceo classico Garibaldi quella di italiano è la prova che preoccupa meno. La vera sfida arriva nel secondo giorno di scritti. “Là saranno problemi grossi perché la versione di latino è sempre la versione di latino”. Corsa contro il tempo, intanto, negli uffici del Provveditorato agli studi per sostituire i Commissari e i Presidenti di Commissione che all'ultimo momento hanno rinunciato all'incarico: tra l'11 e il 13% dei designati nelle province di Palermo, Catania e Siracusa. Nella sola Palermo i rinunciatari sono 157 su 1200, un numero che non si discosta molto da quello del 2018, ma che rappresenta il doppio della media nazionale, che si ferma al 5 %. Tra le ragioni ufficiali delle defezioni, problemi di salute e impegni dell'ultimo momento: sottovoce, paghe troppo basse per il lavoro richiesto tra prove e correzioni per tre settimane e per qualcuno il timore per la complessità delle nuove norme che, introdotte dalla riforma ad anno iniziato - dicono i docenti - hanno creato qualche difficoltà. “Una riforma dovrebbe cominciare a essere attuata all'inizio di un ciclo nuovo, non in corso d'opera, ma siamo abituati. Noi docenti siamo sempre abituati a doverci adattare a questi cambiamenti. Non è il primo anno, è successo anche in passato. Sono cambiate le modalità degli esami di Stato e le abbiamo dovute attuare in corso d'opera, quindi non penso che il corpo docenti sia particolarmente preoccupato rispetto a questo”.

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