A Roma i funerali delle 16enni travolte e uccise

27 dic 2019

Davanti ai feretri bianchi di Gaia e Camilla tutta Collina Fleming si ferma. Cala il silenzio, quasi insopportabile, su via Flaminia Vecchia. Ad accogliere le due amiche che hanno perso la vita tenendosi per mano sull'asfalto bagnato di Corso Francia c'è Don Gian Matteo Botto. "Bere e fumare, questa non è vita" dice. Lo pronuncia quasi con rabbia dentro la Chiesa gremita. "La vita è amarsi, null'altro, non mettersi alla guida ubriaco e fatto. Ci sentiamo onnipotenti" - dice - "e poi non riusciamo a seguire le regole base della convivenza". "Il dolore è irrespirabile, indicibile" fanno sapere i genitori delle ragazze. "Il senso della mia vita sei tu", lo dice la sorella di Camilla, due amiche serie e mature nonostante i loro 16 anni. Poche parole espresse dagli Avvocati, perché le famiglie oggi hanno scelto il silenzio, come tutti: i parenti, gli amici, i compagni della III C del Liceo Linguistico De Sanctis. Serrande abbassate, giornalisti a distanza, in segno di rispetto. Quando i feretri di Gaia e Camilla si allontanano sono passate le tredici e ci si abbandona all'emozione con la consapevolezza che in un altro Quartiere della Capitale c'è Pietro agli arresti domiciliari.

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