A Roma lavoratori chiedono continuità per centri estivi

25 mag 2020

“Non ci siamo proprio domandati, soprattutto io parlo, ho un figlio di 3 anni, cosa far fare ai bambini piccoli, ai bambini molto piccoli in cui la didattica a distanza, ovviamente, è difficilissima e al tempo stesso è difficilissimo conciliare i tempi lavorativi con la gestione di un bambino.” Non solo famiglie in difficoltà nella gestione dei figli con le scuole chiuse e il miraggio dei centri estivi, ma anche 5 mila lavoratori del settore in ginocchio dallo scorso 3 marzo. “E' certo che noi siamo a casa e non percepiamo ancora nessun ammortizzatore sociale perché ci sono tantissimi ritardi. Considerate che ci sono colleghe che hanno parametri di 3 ore. Pensare di prendere il 70% di questo parametro, significa la fame.” Bruna e Barbara lavorano da oltre vent'anni nella refezione e nella sanificazione scolastica, la prima per una ditta in appalto, la seconda per una municipalizzata del Comune di Roma. “Noi abbiamo un bellissimo rapporto con i bambini, non è solo mettere un piatto buttato lì.” “Ci siamo cresciuti generazioni di bambini. Per noi sono nostri figli, non sono bambini che dobbiamo accudire perché ci pagano. Sono i nostri figli. Io è come se avessi 60 figli, 70 figli! Per me sono importantissimi, in questo periodo mi mancano tantissimo.” Lavoratrici, queste, già penalizzate per il mancato anticipo dei pagamenti da parte delle aziende degli ammortizzatori sociali e i successivi ritardi dell'INPS che ora si rivolgono al Comune di Roma chiedendo risposte. “Noi sappiamo che ci sono persone, colleghi, che vanno alla Caritas per farsi dare da mangiare.” “Per molti bambini venire a mensa è l'unico momento per poter mangiare perché ci sono situazioni veramente drastiche.” Dal Campidoglio fanno sapere che continua anche in queste ore il lavoro per definire i dettagli di apertura dei centri estivi su tutto il territorio con al centro le esigenze dei bambini, delle famiglie e dei lavoratori, ma i sindacati chiedono che venga assicurata la continuità lavorativa. “Ci ritroviamo con molte persone, molte lavoratrici part time, monoreddito, a non avere a tutt'oggi nulla, nulla nei piatti!” “Chiediamo di lavorare, non chiediamo l'elemosina!”

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