A Verduno il più grande Covid Hospital del Piemonte

17 mar 2020

Noi, abbiamo bisogno di aprirli tutti e 14, sono 14 posti, dobbiamo aprirli tutti. Il dottor Mario Raviolo, responsabile del 118 del Piemonte, ha appena completato il sopralluogo nell'ospedale di Verduno. Siamo nel cuneese, a pochi chilometri da Alba. È ancora un cantiere questa struttura che i cittadini aspettano da 20 anni, che è inciampata in varie inchieste giudiziarie e che è costata 230 milioni di euro. L'ospedale avrebbe dovuto essere inaugurato in estate, ma l'emergenza Coronavirus ha spinto tutti ad una forte accelerazione, e così in 300, tra operai e tecnici, lavorano senza sosta per renderne disponibile un'ala già nei prossimi giorni. Di terapia intensiva calcoliamo di poter allestire 31 posti, forse espandibili a 40, e 32 posti di sub intensiva o di degenza ordinaria. In quanto tempo? Credo che entro una settimana si possa partire coi primi posti di rianimazione, una trentina, e 9 di sub intensiva, poi andiamo avanti il più celermente possibile per gli altri. Questo, è un reparto di terapia subintensiva con 9 posti, ecco i totem a cui saranno poi attaccati i macchinari e le attrezzature, dopo il controllo di conformità dell'ASL, e qui vediamo gli ingressi di ossigeno e aria. Così, il Piemonte avrà il suo Covid Hospital più grande, con la possibilità anche di raddoppiare i posti a disposizione, installando – più avanti – un secondo serbatoio di ossigeno liquido, fondamentale per la terapia intensiva. Altre postazioni potrebbero essere recuperate nelle varie sale operatorie, come questa, ad esempio, che ha la capacità di ospitare 3 pazienti. È certamente una boccata d'ossigeno perché arriveremo in stress, quindi avere la possibilità di questi ulteriori posti, ci dà la possibilità di curare tutti meglio e dare a tutti la possibilità di avere una subintensiva o un'intensiva.

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