Acqua alta Venezia, viaggio a Pellestrina ancora devastata

19 nov 2019

“Una lavatrice, un frigorifero, mobilia, un'aspirapolvere. Questa è Pellestrina a una settimana dalla marea record!” “Ci saranno, come elettrodomestici, all'incirca 5 - 6 mila pezzi. Oggi è il mio compleanno e lo sto facendo qui, insieme ai colleghi e la mia famiglia mi capisce. Cerchiamo sempre di aiutare tutti quanti. Io ho una casa dei miei genitori a pianterreno, proprio lato laguna. Ho buttato via cucine, camere, 3 frigoriferi, le 2 lavatrici, le 2 cucine, 2 soggiorni, ho buttato via tutto!” “Peggio del 4 novembre del 1966, perché io c'ero, però in questo periodo qua, a trovare ancora acqua alta, non si è mai visto al mondo!” “E' stata una mareggiata grande! Una catastrofe! “Ho perso tutto! Se vieni in casa, c'è un cattivo odore, provi a venire a vedere! Le porte di entrata si sono aperte tutte e tre!” “Noi stiamo percorrendo il lato laguna di Pellestrina.” “Lato che è stato quello più disagiato di tutti! Qui c'era la laguna, l'avevamo in strada! Le pompe sono saltate! La laguna arrivava fino a qua! Siamo un paese di pescatori, quindi puoi immaginare, è un disastro! Chi ha perso barche, chi ha perso anche qualche barchino, chi ha perso le attività commerciali, come la Rosa, qua avevano l'acqua a un metro dentro!” “Queste sono le pompe idrovore, lato laguna di Pellestrina, che servono per emergenza, quando l'acqua sorpassa e scaricano e anche quando l'acqua viene su da questi tombini, perché l'acqua viene su, e allora tiene il livello basso.” “Martedì notte non hanno funzionato?” “Martedì notte non hanno funzionato! L'acqua, dopo, è rimasta, tipo vasca da bagno.” “Cioè quel muretto?” “Quel muretto ha contenuto tutta l'acqua che era venuta la notte! Noi siamo stati sommersi dall'acqua per 20 ore, proprio acqua alta, cioè il livello di qua!” “La velocità che ha avuto, perché tempo che hanno suonato le sirene, che si è usciti per preparare già, in modo di non avere la notte vuota, era già dentro! Un vento a cento all'ora che era una roba pazzesca! Senza luce! La velocità, in un attimo ha invaso tutto!” “Qualcuno ha sbagliato?” “Qualcuno avrà anche sbagliato, come sempre! A parte il discorso del Mose, quello è un discorso che non so quando andrà a finire. Io ho anche un laboratorio, là ho perso tutto. Quest'attività non l'ho più aperta.” “Perché?” “Perché ricominciare tutto da zero, proprio da zero, non ce la faccio più! Ogni macchina costava 5 - 6 mila euro, 7 mila euro. Il frigorifero, quello che vede là, era steso per terra! Eravamo anche un punto cardine per l'isola, come panificio con laboratorio eravamo l'unico! Anche un servizio perché alle 7 della mattina eravamo già aperti per i bambini che andavano a scuola. Non si può adesso riaprire! Io ho 62 anni, per quanti anni ancora?” “Abbiamo perso tutto, cucina, soggiorno, un frigorifero, salotto già buttato via!” “Qui c'era un vetro, immagino.” “Un vetro, sì, la porta, guardi! Tanta delusione, tanta delusione, anche per quello che si sente in internet perché, bene o male, si leggono di quei commenti in internet che è assurdo! La gente non può capire quello che è successo!” “Quindi ci sono anche gli odiatori della rete?” “Sì, sì, sì, sì! Sì, sì, sì!” “Una seconda ferita?” “Sì, una seconda ferita perché già questa non si può, è difficile da rimarginare!”.

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