Acqua bassa a Venezia, i paradossi della marea

10 gen 2020

“Quella di oggi è un'acqua bassa molto importante. Infatti, se guardate la chiatta, è seduta per terra. Di solito galleggia. Comunque, diciamo, siamo abbastanza abituati. Non è una cosa eclatante, però, ti dico, rende l'idea”. Canali interni ridotti a stradine melmose, barche adagiate sui fondali asciutti. A Venezia sono comunemente chiamate le secche della Befana. Giornate di maree insolitamente basse, che negli ultimi giorni hanno interessato in particolare i sestieri di San Polo e Santa Croce. Poco meno di due mesi fa l'acqua granda di 1 metro e 87 sullo zero mareografico. Oggi alle 17:55 si sono registrati i -50 centimetri sul medio mare. E se con l'acqua alta i disagi riguardano soprattutto la circolazione pedonale, tra passerelle e stivali di gomma, con quella bassa ad avere problemi sono le imbarcazioni. Nessuna difficoltà per il trasporto pubblico, che segue i canali maggiori, perfettamente navigabili. Diversa invece la situazione per gondole e taxi. “Soprattutto nei piccoli rii, nei rii interni, dove ovviamente il fondale è più basso, sicuramente otto volte su dieci si rischia di toccare e di rovinare sia l'elica...” L'imbarcazione. “Anche”. I problemi iniziano quando la marea scende sotto i 60 - 70 centimetri sul medio mare, e, come l'acqua alta, anche quella bassa ha il suo record, registrato nel 1934: -121 centimetri sul medio mare.

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