Ad ospedale romano S. Spirito, tra ambulanze e reparto Covid

18 nov 2020

La pressione sapevamo che sarebbe stata grande, tanto è vero che l'ordinanza della regione Lazio ha previsto un numero di posti assolutamente adeguati in questo evento a fronteggiare l'emergenza, sia ordinari che di terapie intensive. È chiaro che questa seconda ondata ha portato molti ospedali, tra cui il Santo Spirito che non era stato coinvolto nella prima fase, a diventare anche un covid hospital. Abbiamo un impegno importante ovviamente per la patologia per i pazienti affetti da patologia covid che sono aumentati in maniera importante tra i primi di ottobre. Quindi questa crescita è aumentata, anche se in questo momento forse siamo in un piccolo plateau, ce l'auguriamo. Però non sono mancati e non mancano i pazienti, diciamo, che sono affetti anche da altre patologie, a differenza un po' di quanto era accaduto, invece, nella prima fase dell'epidemia, dove avevamo avuto un crollo completo anche di pazienti critici, diciamo no covid. Continuano a venire, dico per fortuna, perché se sono pazienti impegnativi hanno bisogno del pronto soccorso, e riusciamo a garantire anche a loro, non con senza criticità, dei posti letto per i pazienti no covid.

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