Aggressione a Beatrice Ion, nazionale di basket disabile

14 lug 2020

Ho chiesto il permesso di parcheggiare la mia macchina davanti casa mia e mi è stato dato perché ho una disabilità e non posso sempre venire al parcheggio anche perché la strada è brutta ed è tutta in salita. I vicini che hanno affittato davanti a noi, perché qua siamo a mare, poggiavano sempre le biciclette sulla mia macchia e il mio papà, quando ha visto i nostri si vicini gli ha chiesto cortesemente, molto tranquillo, se potessero smettere di mettere le bici sulla mia macchia e loro, in quel momento, hanno cominciato ad offenderci: tornate al vostro Paese. Era finita lì, nel senso che papà era andato a fare una passeggiata, io e mamma eravamo tranquille in giardino. Dopo 5 minuti è arrivato un signore che non sappiamo chi sia, ad offenderci, voleva entrare nel giardino di casa, voleva prendersela con me e mamma. Proprio in quel momento è tornato papà e neanche il tempo di chiedere che cosa stai facendo che gli ha tirato una testata e l'ha preso a pugni. Papà ha uno zigomo rotto, un dente rotto e vari ematomi in viso, adesso dovrà fare varie visite per operarsi, per ricostruire lo zigomo e anche per ricostruire il dente. Beatrice, quali sono state le parole che ti hanno fatto più male? Ancora nel 2020 le persone vengono attaccate per la loro nazionalità o per la loro disabilità, mi hanno dato dell'handicappata, per me handicappato non è assolutamente un'offesa, avere una disabilità non è un'offesa, fa male pensare che le persone ancora oggi pensino che dare dell'handicappato a qualcuno sia un'offesa quando non lo è assolutamente, è solamente una diversità. Noi, magari deambuliamo, ci esprimiamo in modo diverso, in base alle disabilità che abbiamo, ma ciò non ci rende assolutamente diversi. Vi è stato detto anche di ritornare nel vostro Paese. Vivo qui da 16 anni, ho la cittadinanza italiana, gioco nella nazionale italiana di basket in carrozzina, quindi rappresento anche l'Italia quando vado a fare europei e varie gare. In realtà, questo è il mio Paese e questo è il mio Paese come lo è anche la Romagna, lo sono entrambi, però io mi sento più italiana, sono cresciuta qua, qua ho fatto le scuole, qua continuo gli studi. Beatrice, cosa vorresti dire agli aggressori di tuo padre? Gli vorrei dire di farsi un esame di coscienza, non so se questa persona ha dei figli o una famiglia, però non è un bell'esempio da dare alle persone che ti stanno attorno, anche perché usando la violenza, nel momento in cui usi la violenza, dimostri solo di essere persone ignoranti che non sa fare altro. Hai un sogno nel cassetto? Vorrei tanto aiutare le persone e gli animali, abbiamo tanti animali a casa, abbiamo un cavallo qui, non è il nostro, però gli diamo da mangiare, c'è un asinello sulla strada, gli diamo tutti i giorni delle carotine. Mi piacerebbe fare qualcosa di buono per il mondo, visto che ultimamente si vede poco.

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