Alan Kurdi, sbarco a Pozzallo con 32 libici in fuga

29 dic 2019

Salvati la notte di Santo Stefano dopo tre giorni trascorsi a bordo della Alan Kurdi l'imbarcazione della Ong CI. 32 migranti sono sbarcati a Pozzallo. Il gruppo tutti nuclei famigliari della Libia è stato spostato allo spot cittadino pressoché vuoto perché i migranti arrivati nei mesi scorsi sono stati trasferiti in altri paesi europei. Ad assegnare il bordo sicuro il Viminale, che ha consentito l'approdo della nave evitando così che fosse esposta ad avverse condizioni meteo marine, i migranti a bordo tra loro 10 minori, anche in tenera età, stanno bene. Dopo lo sbarco, una donna all'ottavo mese di gravidanza e un bambino di appena sei mesi sono stati trasferiti all'ospedale di Modica. Mi hanno raccontato che sono scappati dalla guerra, per uno stato di necessità erano andati in contro anche a causa delle condizioni meteo, ad una brutta avventura. Quello della Alan Kurdi è uno degli ultimi arrivi in Italia. Dall'inizio del 2019 al 27 dicembre dati aggiornati del Ministero dell'interno, in Italia sono arrivati a 11439 migranti. Un dato che, se confrontato con gli anni precedenti, mostra una considerevole diminuzione degli sbarchi nel nostro Paese. Un trend che non riguarda solo l'Italia ma tutti i paesi del bacino Mediterraneo, che nel giro di quattro anni hanno registrato un generale abbattimento nei flussi dei migranti, dall'oltre un milione nel 2015 a poco più che 100 mila di quest'anno. Nonostante gli sforzi messi in campo dalle capitanerie e dalle Ong nel monitoraggio delle acque, la rotta libica resta la più pericolosa. Nel 2019 l'Oim, l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ha registrato 44 naufragi mortali che sono costati la vita ad oltre 700 persone.

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