"L'inquinamento si sente". "Facendo attività fisica senti che l'aria è un po' più pesante". A Modena la concentrazione di polveri sottili è oltre la soglia consentita. Lo rilevano le centraline che misurano la qualità dell'aria, lo sforamento si registra anche a Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Il bollettino del 30 gennaio dell'Agenzia Prevenzione Ambiente Emilia-Romagna ha fatto scattare in tutti i Comuni di queste province le misure emergenziali, dureranno 48 ore. Per l'allerta smog non potranno circolare i veicoli più inquinanti fino a Diesel Euro 5, riduzione delle temperature a 17 gradi nelle fabbriche e 19 gradi nelle abitazioni. "Sono misure che ci consentono di tamponare una situazione critica, non è una guerra all'automobile, è sicuramente una guerra rispetto a una modalità di funzionamento del nostro sistema, perché è direttamente correlato, a questo c'è anche le emissioni di CO2 quindi del cambiamento climatico, ovviamente, quando si parla di inquinanti c'è sempre un rischio per la salute, il PM10 è assodato dare dei problemi a livello cardiaco e a livello respiratorio". Modena nel 2022 ha superato più del doppio il limite per gli sforamenti delle PM10 fissato a 35 giornate all'anno, è la città più inquinata d'Italia dopo Torino, Milano e Asti, secondo i dati di Legambiente. "Anche al posizionamento della città che si trova abbastanza vicino anche alla parte delle montagne fa sì che determinate inquinanti rimangano a ristagnare sul centro abitato. È in generale l'area del bacino padano che è particolarmente inquinata e su cui bisogna cominciare ad adottare delle misure un pochino più stringenti".























