Allerta virus, in rivolta carcere Modena 6 detenuti morti

09 mar 2020

Le misure per contrastare l'avanzare del coronavirus nelle carceri italiane diventano prima rivolte e poi dramma Nel penitenziario di Modena 6 detenuti sono morti e altri 4 sono in rianimazione al termine di una delle proteste più violente, andate in scena all'interno dei penitenziari contro la sospensione dei colloqui, misura decisa per rispettare le distanze di sicurezza tra le persone e arginare la diffusione del virus. La protesta è iniziata quando i reclusi hanno occupato l'istituto emiliano, costringendo una ventina tra agenti, addetti all'assistenza sanitaria ad abbandonare il proprio posto. Per fermare gli incendi e le devastazioni le Forze dell'Ordine hanno fatto irruzione all'interno del carcere di Sant'Anna, dove alla fine dei disordini, si contano sei vittime, tre reclusi sarebbero morti all'interno dello stesso penitenziario, altri tre, secondo il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, sarebbero deceduti nelle carceri dove erano stati trasferiti dopo la rivolta. Le ragioni, però, secondo il DAP non sarebbero collegate direttamente alla rivolta, bensì all'overdose di oppioidi di cui avrebbero fatto incetta i detenuti durante l'assalto all'infermeria. Sulla vicenda indaga la Procura di Modena. Dall'Emilia alla Campania, dal Lazio alla Lombardia la protesta si è estesa a tutta Italia. A chiedere indagini rapide, l'associazione Antigone che sottolinea i rischi legati a una tensione crescente. In Italia le condizioni di sovraffollamento delle carceri sono critiche, con 61.230 persone detenute al 29 febbraio di quest'anno, a fronte di una disponibilità di posti in 189 istitutivi di 50.931. Sulla vicenda è intervenuto anche il Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, che ha chiarito che l'interruzione dei colloqui è vista, durerà solo fino al 22 marzo. Nel frattempo gli incontri potranno essere sostituiti con conversazioni via Skype e con un maggior numero di telefonate.

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