Alloggio a famiglia rom, Raggi contestata a Casal Bruciato

08 mag 2019

È stata accolta così, al suo arrivo a Casal Bruciato, periferia est della Capitale, la Sindaca Virginia Raggi, da urla, insulti e offese. Una pesante contestazione, da parte degli inquilini delle palazzine di via Satta e dei partecipanti al sit-in, contro l'assegnazione di una casa popolare a una famiglia rom. La Prima Cittadina è arrivata tra due cordoni di Agenti di Polizia, per portare la propria solidarietà alle quattordici persone che da ieri vivono letteralmente assediate dai manifestanti, supportati da CasaPound che le hanno urlato di tutto, offese anche sessiste, ma qualcuno chiedeva soprattutto trasparenza nell'assegnazione delle case popolari e la Sindaca ha risposto. Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio, quindi ha diritto di entrare e la legge si rispetta. “Chi insulta i bambini e minacce di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza - ha concluso - non è questa una società in cui continuare a vivere”. “Speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro dopo vent'anni nei campi - ha detto il direttore della Caritas romana - ora però sono spaventate, al punto da pensare di andar via, di lasciare quella casa per la quale avevano fatto domanda anni fa”, ma la Raggi li ha convinti a restare. “È una brava famiglia rom bosniaca, gente che lavora - ha aggiunto il Vescovo Ausiliario di Roma est, Giampiero Palmieri - se nemmeno una famiglia così riesce ad essere integrata, non si sa come si può fare”. Eh già, perché cedere alle pressioni e darla vinta a chi alza la voce, impedirebbe al Comune di Roma di portare avanti il piano di smantellamento dei campi rom e soprattutto consegnerebbe a qualunque violento, la possibilità di decidere a chi e dove assegnare case pubbliche.

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