Alto Adige, la questione degli impianti sciistici

23 nov 2020

Archiviato lo screening di massa che ha testato due terzi della popolazione e messo in quarantena oltre 3100 positivi asintomatici che, secondo le proiezioni, avrebbero potuto infettare ulteriori 95000 persone. L'alto Adige inizia a fare qualche piccola apertura, nelle prossime ore riaprono nidi, asili, elementari e prime medie, chiuse totalmente in questo profondo nord Italia, auto dichiaratasi zona rossa ben prima dell'ultimo Dpcm del Governo. Nelle prossime settimane arriverà l'allentamento di qualche attività produttiva, sulla riapertura della stagione sciistica che rappresenta gran parte dell'economia tra queste montagne usa prudenza, ma anche chiede nel contempo una prospettiva il presidente della provincia autonoma Kompatscher. É stato approvato il documento tecnico per quanto riguarda la sicurezza sulle piste da sci e le notizie sull'orientamento del Governo verso uno spostamento sine Die, ovviamente, preoccupano tutto il settore, bisogna dare una prospettiva a quello che per noi è una base fondamentale per tutta l'economia territoriale e perciò chiediamo adesso questo confronto anche per vedere se si potevano essere diciamo delle soluzioni anche magari intermedie, aprire impianti per i residenti intanto, poi vedere un attimino dopo anche per poter riaprire gli alberghi. La parola d'ordine rimane quassù prudenza, qui in piazza Walther a Bolzano non si terrà quest anno il consueto mercatino di Natale. Bisognerà tenere alta la guardia e sperare in quello che porterà la Befana.

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