Negli ultimi tre giorni non si sono mai fermate. Le motovedette escono di continuo, cercando di rispondere alle decine di richieste d'aiuto di barche in difficoltà, avvistate dagli aerei di Frontex, da quelle associazioni umanitarie e dei piloti volontari che sorvolano il Mediterraneo centrale. E ogni volta rientrano al molo Favaloro cariche di persone, donne, bambini, neonati, persone ferite. L'ambulanza è sempre necessaria. A volte però con i sopravvissuti arrivano anche corpi senza vita. Sono quei naufraghi che non sono riusciti a soccorrere in tempo. Troppo alto il numero di barche fatte partire soprattutto dalla Tunisia, ora che il mare è calmo, e non tutte riescono ad arrivare. I naufragi al largo delle coste tunisine si susseguono. Sul molo commerciale resta invece ferma la Louise Michel di Banksy. Tra giovedì e venerdì ha salvato quasi 400 migranti e profughi in diversi interventi. Il primo in aiuto alla nave di Medici Senza Frontiere, che poi ha preso a bordo e sbarcato a Bari 190 persone. "La nave è stata fermata per violazione del decreto voluto dal governo proprio per limitare l'attività di ricerca e soccorso delle navi umanitarie ma non abbiamo commesso nessuna violazione e come sempre abbiamo rispettato tutte le regole", dice la capo missione Morana Milijanovic. "Abbiamo avvisato", continua, "le autorità italiane e abbiamo risposto ai mayday di Frontex per salvare persone che altrimenti sarebbero annegate. Ora vorremmo tornare in mare perché ci sono altre richieste d'aiuto ma non ci viene permesso". Intanto chi sbarca a Lampedusa racconta di sistematiche violazioni dei diritti delle persone al largo delle coste tunisine dove militari, sempre più spesso, usano la violenza per fermare chi cerca di fuggire. "Lasciano le barche senza motore in mezzo al mare", raccontano, "lasciano morire le persone".























