Appalti e tangenti, in manette politici e dirigenti pubblici

07 mag 2019

Come purtroppo spesso avviene da tempo qui in Lombardia politici locali e imprenditoria locale si appoggiano e sono collusi a volte con cosche soprattutto della ‘ndrangheta sul territorio. C'è il succo dell'inchiesta nelle parole del Procuratore di Milano Francesco Greco. Politici, faccendieri, amministratori pubblici e imprenditori collusi con la mafia i protagonisti di storie già viste, come ammette amaramente lo stesso Greco. Abbastanza per una grande inchiesta firmata dalla DDA del capoluogo lombardo su due gruppi criminali operativi tra Milano e Varese. Numeri importanti, quasi cento indagati e storie purtroppo frequenti di corruzione per spartirsi appalti pubblici. Ecco una scena. In questo video dei Carabinieri due dei protagonisti dell'inchiesta si incontrano in un ristorante poco distante dagli uffici della Regione Lombardia per fare affari. Affari sporchi, naturalmente, perché di mezzo c'è anche la ‘ndrangheta. Uno spera sempre che le cose cambino, invece non solo non cambiano ma in più c’è questa novità ormai da una decina d’anni di un ruolo reattivo e anche proattivo con la ‘ndrangheta che preoccupa. Tra indagati e arrestati ci sono nomi conosciuti. Una figura considerata centrale, come si legge nell’ordinanza del Gip cioè il Consigliere Comunale milanese e Vicecoordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella, candidato alle europee, ora in carcere, secondo i PM era a libro paga di un imprenditore e il Sottosegretario forzista all'Area Expo della Regione Lombardia Fabio Altitonante, ai domiciliari. Ma c'è anche l'ex Coordinatore Provinciale di Forza Italia a Varese, Gioacchino Caianiello, già condannato in via definitiva nel 2017 per concussione e ora accusato di istigazione alla corruzione nei confronti del Presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana, che non avrebbe mai denunciato l'episodio, che attualmente non è indagato ma parte offesa. È proprio Caianiello che riceve i suoi assistiti nell'ambulatorio come un medico. Lo chiamiamo ambulatorio proprio perché aveva questa funzione di ricevere le richieste e cercare di risolverle.

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