Appello strage Viareggio, condannati ex vertici di Ferrovie

20 giu 2019

Non fu uno spiacevole incidente, per ricordare le parole di Mauro Moretti subito dopo la più importante strage ferroviaria nel nostro Paese, ma un disastro che si poteva evitare. È quello che, in attesa delle motivazioni, dicono le condanne di appello per la strage di Viareggio. Sette anni di reclusione per l'ex a.d. di RFI FS oggi lontano dall'aula, ha rinunciato alla prescrizione per due reati, 6 anni per Elia e Soprano, al tempo dei fatti ai vertici di RFI e Trenitalia. “Il giudizio complessivo è di soddisfazione, di soddisfazione per il lavoro svolto dalla Procura di Lucca, dalla Polizia giudiziaria e da tutti coloro che hanno creduto nella necessità di affermazione della giustizia”. Anche la condanna di Mauro Moretti viene considerata una vittoria dal capo della procura di Lucca, ma diversa la valutazione che fanno i difensori dei manager italiani. “Non è che sempre i cenci debbano andare all'aria, però è altrettanto vero che quando ci sono aziende di cinquecento dipendenti, è come se nella FIAT Marchionne avessero condannato la FIAT per un problema di uno stabilimento, ci sono le persone responsabili, settoriali”. Assolti, invece, alcuni dirigenti e tecnici di RFI, per gli altri ci sarà un ricorso in Cassazione. Non è finita, dopo 10 anni di fantasmi, per i parenti delle vittime, sempre presenti con i loro 32 cari sulle magliette. “So che mi batte forte il cuore, sono agitata, ho le goccine in mano da prendermi perché sono molto agitata ma sono soddisfatta”. “Non è finita ovviamente, ci sarà anche una Cassazione però la nostra battaglia non è fatta solo di procedimenti processuali, è fatta anche di dignità, specialmente per il lavoro, la nostra battaglia... noi abbiamo uno striscione fuori dove si dice verità, giustizia e sicurezza. La sicurezza è fondamentale perché se ci fosse stata fatta la sicurezza che è mancata mia figlia non sarebbe morta e neanche le altre 31 persone sarebbero morte”. Daniela Rombi, la mamma di Emanuela, ha continuato a lavorare ad uncinetto durante tutte le udienze. Il suo unico rammarico oggi quello di non aver fatto in tempo a finire il vestitino per la nipote.

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