Arcuri: prezzo mascherine restera' 61 centesimi

12 mag 2020

Dopo diversi giorni di silenzio, il commissario all'emergenza Arcuri, respinge gli attacchi ricevuti da più fronti e rimanda ad altri qualsiasi responsabilità legata all'assenza delle mascherine, non è il commissario a dover rifornire le farmacie e i loro distributori, non mi sono mai impegnato a farlo, si rivolge a cittadini, posso aver fatto degli errori, ma stiamo facendo la nostra parte, abbiamo distribuito 208 milioni di mascherine da inizio emergenza. La rete della grande distribuzione funziona bene. Già nei supermercati e presto anche i tabaccai. Il problema da risolvere resta quello del rapporto tra fornitori e farmacie, intransigente sulla politica dei prezzi. Il prezzo delle mascherine chirurgiche che è stato fissato a 50 centesimi più l'Iva, e cioè fin quando ci sarà l'IVA a 0 61 centesimi, è e resterà quello. Purtroppo per gli speculatori ed altre categorie ad essi simili ciò è e ciò sarà, se ne dovranno fare una ragione. A pochi giorni dal 18 maggio i punti da chiarire sono ancora molti, dai test sierologici, in ritardo ma in fase di avvio, alla necessità di incrementare i tamponi, abbiamo avviato una richiesta d'offerta per l'acquisto dei reagenti rivolte alle aziende nazionali ed internazionali, annuncia il commissario. L'obiettivo è far crescere il numero dei tamponi per abitante. Pensando alle prossime settimane, Arcuri si dice fiducioso, gli italiani sono stati cauti e prudenti. La curva dei contagi non ha ripreso a salire. Vuol dire che abbiamo lavorato bene. Eravamo secondi, siamo quinti, ed eravamo i secondi malgrado noi siamo relativamente solo 60 milioni. Quindi c'era veramente un numero relativo di contagiati alto. Oggi siamo i quinti.

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