Torino, arrestato assessore Rosso per voti di scambio

Sapeva chi erano i suoi interlocutori. Affiliati ai clan della ndrangheta. Secondo gli inquirenti l'ex Assessore Roberto Rosso, avrebbe chiesto loro voti per un posto in Regione. il politico di Fratelli d'Italia, ora espulso dal partito, è stato arrestato questa mattina insieme ad altre sette persone. Le accuse sono di associazione per delinquere di stampo mafioso. Reati fiscali per 16 milioni di euro. Scambio elettorale, politico mafioso. Rosso, avvocato civilista di 58 anni con una lunga esperienza in Parlamento si è dimesso dal ruolo di assessore regionale con delega ai rapporti con il Consiglio. Delegificazione di percorsi amministrativi, affari legali e contenzioso, emigrazione e diritti civili, mentre era già in carcere. Le sue dimissioni sono state subito accettate dal Presidente della Regione, Cirio, di cui Rosso era dinamico collaboratore, che si è detto allibito. Ricorrenti, secondo le indagini della Guardia di Finanza dell'antimafia, gli incontri tra il politico e i presunti boss, tra cui Onofrio Garcea, esponente di un noto clan in Liguria. Tra gli arrestati per concorso mafioso in esterno l'imprenditore Mario Burlò, accusato di aver creato un sistema di evasione fiscale attraverso società a lui non riconducibili, accumulando indebite compensazioni di IVA sino a 16 milioni di euro. A Burlò, 46 anni, conosciuto nell'ambiente sportivo per le sue sponsorizzazioni, sono state sequestrate numerose proprietà, tra cui una Villa appartenuta in passato al calciatore Arturo Vidal e una decina di appartamenti ad Olbia, nonché alcuni ristoranti e bar a Torino.

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