Arrestato Vittorio Cecchi Gori, accusato di reati finanziari

29 feb 2020

Una vita tra premi, successi al botteghino, amori, eccessi e battaglie e una serie di fallimenti milionari tra cinema e calcio e le condanne puntualmente arrivate. Una pena a 5 anni e 6 mesi di reclusione per il fallimento della Safin Cinematografica, come deciso nell'ottobre 2018 dalla Corte d'appello di Roma per un crac da 24 milioni di euro. Per questo filone d'inchiesta Cecchi Gori, per due mandati senatore della Repubblica, era stato arrestato nel 2008; in appello la condanna a 6 anni di reclusione era stata ridotta di 6 mesi per la prescrizione di un reato. Secondo l'accusa Cecchi Gori e gli altri indagati avevano continuato a gestire la Safin, dissipandone parte rilevante del patrimonio, fino alla primavera del 2007, benché non facesse più parte del gruppo societario dall'ottobre 2006, quando la capofila Finmavi, la cassaforte finanziaria, era stata dichiarata fallita. Nel 2006 poi era stato condannato dalla Cassazione per il fallimento della Fiorentina, pena di 3 anni, coperti dall'indulto, e quattro mesi. Lo scorso settembre era stato operato d'urgenza per una peritonite al Policlinico Gemelli, dove era stato ricoverato anche nel 2017 per un ictus. Dopo il sequestro della sua sontuosa abitazione a Palazzo Borghese, Vittorio, 78 anni ad aprile, era tornato nella casa ai Parioli, dove aveva vissuto il padre Mario. L'aveva comprata ai tempi del Sorpasso. Altri tempi, appunto, altro cinema, altri uomini.

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