Arresti piacenza, sgomento nel paese di montella

26 lug 2020

“E' giusto che qui uno che sbaglia paghi!” “Per noi che dobbiamo fidarci di queste persone è purtroppo ancora più brutto.” “Non perdiamo la speranza che il corpo sia sano, che ci sia solo qualche ramo dA tagliare e basta”. A Gragnano Trebienze, piccolo centro alle porte di Piacenza, c'è ancora sgomento per quanto accaduto alla caserma Levante. In una frazione del Paese, Gragnanino, abita uno dei Carabinieri coinvolti nell'inchiesta che ha portato al sequestro della caserma, Giuseppe Montella, l'appuntato 37enne che, secondo gli inquirenti, era a capo del clan che operava nel Piacentino. Interrogato sabato in carcere, ha risposto agli inquirenti per più di 3 ore. “Alcune ricostruzioni sono fantasiose” ha detto il suo avvocato “Chi ha sbagliato pagherà!” ha poi concluso. Prima di lui sono stati sentiti Cappellano e Falanga, due dei 5 Carabinieri in carcere e nei prossimi giorni sarà la volta dei militari posti agli arresti domiciliari e della moglie di Montella, anche lei ai domiciliari. Dallo spaccio all'estorsione, dalle torture al falso ideologico, sono solo alcune delle accuse mosse dalla Magistratura. Per gli inquirenti effettuavano arresti con accuse fasulle. Indaga la procura di Piacenza e indaga il Tribunale militare di Verona. Un'inchiesta interna è stata avviata dal Ministero della Difesa.

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