Arresto Genovese, parla la 18enne: ho visto l'inferno

20 nov 2020

Sequestrata e violentata per quasi 24 ore, usata come una bambola di pezza, il corpo inerme, imbottito di droga, che annulla ogni resistenza davanti all'imprenditore Alberto Genovese, ora in carcere con l'accusa di violenza sessuale aggravata. La diciottenne scappata lo scorso 10 ottobre, seminuda e sotto choc, dal superattico nel pieno centro di Milano, e ora costretta a ricordare e a rivivere quei momenti. Al dolore si aggiungono umiliazione e vergogna per i dettagli che emergono dalle indagini. Ha un ricordo offuscato, ma le telecamere installate nella Camera da letto di Genovese hanno immortalato un film dell'orrore, al suo avvocato affida un messaggio per spiegare che era la terza volta che andava ad un party a Terrazza Sentimento e mai si era sentita in pericolo. Racconta della cocaina a disposizione degli invitati e ammette di averne fatto volontariamente uso, ma ci tiene a precisare, non per questo se l'è andata a cercare, come molti adesso credono. Secondo i magistrati, infatti, in camera da letto è stata stordita con un mix di droghe sintetiche che le hanno fatto perdere conoscenza. Genovese, accusato anche di lesioni, sequestro di persona e cessione di stupefacenti, nell'interrogatorio di due giorni fa ha dato la colpa alla sua dipendenza dalla droga, 3 o 4 grammi di coca al giorno che gli farebbero perdere la percezione della realtà. Nella sua cassaforte i poliziotti hanno sequestrato oltre 40 grammi di cocaina e delle boccettine di droga liquida. Presto tornerà davanti ai magistrati che stanno indagando anche su altre presunte violenze e su profili di favoreggiamento e complicità.

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