Asaps: "Troppi morti sulle strade servono più controlli"

15 lug 2019

“Se noi focalizziamo l'attenzione sulle stragi del sabato sera, che è un fenomeno che apparteneva alla mia epoca, poi si è via via dimenticato, e c'è questo ritorno, purtroppo, di mortalità che ce lo rimette davanti agli occhi, nel 2001 noi contavamo 917 morti negli incidenti delle notti del fine settimana. Eravamo scesi nel 2014 a 314 morti, quindi un -63 - 65%; già nel 2017 siamo tornati a 338, nel 2019, secondo le indicazioni che dà lo stesso Dipartimento di polizia, siamo di nuovo in una visione di crescita, però nell'agenda politica del Paese la sicurezza stradale non è percepita come una situazione di grave emergenza. Invece purtroppo lo è perché, se consideriamo che i giovani dai 5 ai 29 anni come prima causa di morte hanno la strada, è evidente che è un tema veramente drammatico su cui dover focalizzare l'attenzione. Si sono fatti dei passi avanti enormi con la patente a punti, per esempio, oppure con l'utilizzo degli etilometri, che ci hanno permesso di passare da 200.000 controlli l'anno nel 2006 a un milione e mezzo, quasi 2 milioni, negli anni scorsi. Dopodiché è arrivata l'ondata nuova, che ci ha trovato impreparati, quella della comunicazione di massa, online, mentre siamo alla guida, questa necessità di dover parlare con tutto il mondo e far sapere a tutto il mondo, a cui non frega niente, quello che stiamo facendo, che ha portato ulteriori condizioni di rischio. Lì abbiamo perso tempo, troppo tempo. Li dovevamo intervenire con decisione molto prima. Spero si faccia ancora in tempo ora, ma per fare questo, ripeto, bisogna ritornare agli organici precedenti, ripianare quelli previsti e addirittura potenziarli, soprattutto di uomini in divisa e donne in divisa che stiano sulla strada”. Le pattuglie sulle strade sono sufficienti? “Certamente serve un maggior coordinamento fra gli organi di polizia, Polizia stradale, Carabinieri e gli organi della Polizia Locale. La sola Polizia stradale purtroppo comincia ad avere la panchina corta, nel senso che dal 2008 al 2018 si sono perse 79.000 pattuglie l'anno. È come dire 216 pattuglie in meno al giorno sulle statali e provinciali. Qualcuno in più sono state fatte nelle autostrade, e ben vengano, però, tutto sommato, il gap è di circa 59.000 pattuglie in meno, comunque, che si comincia a vedere questa situazione”.

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