AstraZeneca, nuovo taglio alle consegne primo trimestre

12 mar 2021

È indispensabile che AstraZeneca adotti tutte le misure necessarie per mantenere gli impegni presi, avverte il commissario europeo Breton, dopo le ultime indiscrezioni su un ulteriore taglio alle forniture per il primo trimestre, entro la fine del mese i 27 potrebbero ricevere solo 30 milioni di dosi, meno dei 40 milioni annunciati da AstraZeneca a febbraio, molto meno, appena un terzo dei 90 milioni previsti inizialmente, per l'Italia significherebbe dover rinunciare a circa un milione e 300000 dosi. Tutto questo mentre l'azienda ribadisce che non ci sono prove di maggiore rischio di coaguli nel sangue, i numeri dei casi di trombosi tra i vaccinati e anzi molto più basso rispetto all'incidenza sulla popolazione generale. Tesi sostenuta anche dall'Ema, che non vede al momento alcun nesso causa effetto. Per l'agenzia europea del farmaco, il vaccino di AstraZeneca, potrebbe essere invece collegato ad alcune reazioni allergiche, su 5 milioni di somministrazione in gran Bretagna sono stati segnalati 41 casi, ma attenzione, solo in alcuni di essi c'è una probabile correlazione, niente di nuovo per la verità, visto che effetti collaterali di questo tipo sono già nelle avvertenze, per questo dopo l'iniezione il paziente deve restare in osservazione per 15, 30 minuti, l'eventuale reazione avversa è infatti immediata. Intanto il cancelliere austriaco Kurz accusa alcuni paesi europei, senza nominarli, di avere contratti segreti per forniture aggiuntive, ma secondo i maligni è l'ennesimo diversivo per coprire la situazione non brillante in patria. Prende forma nel frattempo la proposta di passaporto vaccinale che arriverà la prossima settimana. Chi non ha avuto accesso al vaccino potrà chiedere di far inserire il risultato negativo del tampone o l'avvenuta guarigione, ma resta il nodo se riconoscere o meno i vaccini non approvati dall'Ema, come quello russo o quello cinese che sono attualmente però somministrati da alcuni paesi.

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