È rimasta sepolta nel terreno per anni dopo essere stata sganciata da un aereo americano nella Seconda Guerra Mondiale. Immobile, invisibile e ancora potenzialmente pericolosa. "Il disinnesco consiste nella rimozione delle due spolette, ovvero i congegni di attivazione dell'ordigno, che si trovano sia nella parte di testa che di coda". La bomba è sbucata all'improvviso qualche giorno fa, fra sassi e fanghiglia, mentre le ruspe erano al lavoro per ristrutturare un'abitazione. Ed è stata ritrovata non in un punto qualsiasi ma nel centro abitato di una città, ad Avezzano, cuore della Marsica, nell'entroterra abruzzese. Una delle zone più sismiche d'Italia. Quasi 500 chili di peso, struttura imponente, nome in codice AN-M65. Per rimuoverla è stato messo in piedi un programma di evacuazione ad hoc dal comune con gli artificieri dell'esercito italiano, uomini e volontari della Protezione Civile, forze dell'ordine, mezzi di soccorso. "L'hanno sganciata per impedire alla ferrovia e quindi di fornire i rifornimenti ai tedeschi attraverso la ferrovia Roma-Pescara". 20 mila cittadini hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni nella fascia in cui si sono svolte le operazioni di messa in sicurezza dell'area di disinnesco della bomba e trasporto dell'ordigno. Per un raggio di 300 metri è stata interrotta anche l'erogazione di energia elettrica, gas e acqua. Installate decine di telecamere anti-sciacallaggio. Infine la bomba è stata fatta brillare all'interno di una cava, in un'area sicura e lontana dalla città.























