La firma è sempre la stessa. Riprova che dietro le spaccate che da settimane ormai tolgono il sonno ai commercianti del centro, vi sia un'unica banda. Che per assurdo, spiegano ora le stesse vittime dei colpi, trova più vulnerabile il cuore della città rispetto, magari, ai quartieri periferici. "Nei quartieri sono tutte serrande, sono tutti negozi chiusi con delle serrande. Nell'interno, in pieno centro, abbiamo tutti i locali dove ci sono solo vetrate ed è quindi facile avere accesso con un semplice masso, perché alla fine questi spaccati gli fanno solo con dei semplici massi. Buttano il masso dentro, entrano, in 10 secondi l'unico interesse loro è quello di prendere la cassa e di andare via". Colpi più semplici dunque ma al tempo stesso poco redditizi. Raramente, infatti, i commercianti, a fine giornata, lasciano contanti in cassa. L'ultimo furto, in questo bar di via Abate Gimma, ha fruttato i pochi spiccioli raccolti nel salvadanaio per le mance e una bottiglia di vino. Pesanti di contro i danni provocati dalle scorribande dei ladri, che spesso tornano a colpire lo stesso esercizio commerciale. "Abbiamo paura che ci ricapiti e che tutto quello che facciamo durante la giornata vada perso per colpa di due pazzi che per un tablet, per una cassa, per una bottiglia di vino ci fanno danni che superano poi le migliaia di euro". Quattro gli episodi registrati nell'ultima settimana ma a fine febbraio se ne sono contati sette in una sola notte. Nelle immagini delle telecamere di sorveglianza si vedono quasi sempre all'opera tre persone che agiscono ovviamente a volto coperto. Al fenomeno, sempre più preoccupante, di recente è stato dedicato un vertice in prefettura.























