Bauli in Piazza, a Roma manifesta lo spettacolo

17 apr 2021

419, come numero dei giorni da quando i lavoratori dello spettacolo sono impossibilitati a svolgere la loro professione. 1000, come i bauli neri ma vuoti, portati in Piazza del Popolo a Roma. Tecnici, attrezzisti, uffici stampa, figure professionali che chiedono da tempo un tavolo interministeriale di confronto, un fondo mensile e una riforma del settore che passi attraverso la previdenza e l'assistenza. "Dev'essere conseguente e sapere, perché lui ne sa, che le imprese possono fare imprese e quindi, continuare a far lavorare i lavoratori, soltanto se hanno, perlomeno, coperte le spese, nel senso che quello che vanno a produrre, copre perlomeno le spese, per un breve periodo". Molte le sigle che hanno partecipato alla manifestazione organizzata dei "Bauli in piazza", tra cui "La musica che gira" e "U.N.I.T.A.". Lavoratori vestiti di nero, con maschere nere, a simboleggiare l'anonimato e l'abbandono istituzionale della professione. Al loro fianco artisti consapevoli che, senza l'aiuto dei tecnici, l'arte non potrebbe vivere. "Il mondo dell'arte è un mondo meraviglioso ma è un lavoro, è un lavoro vero e come tale tutti gli operatori devono essere trattati con dei diritti, in un paese insomma che è civile". "Che cosa è stato più grande dei nostri confini? La cultura. E sono stati grandi anche quelli che l'hanno sostenuta, per arrivare a dire l'Italia è un grande nome ovunque, è poesia, è arte, è cinema, è spettacolo, è musica e questo solo grazie a loro". "Sicuramente saremmo organizzati, per fare tutto in sicurezza. Lo abbiamo dimostrato in teatro, perché non c'è stato un solo caso di Covid, per cui faremo tutto quello che c'è in nostro potere per mantenere sempre la sicurezza che viene prima di ogni altra cosa". "Sono qui per per i miei tecnici, sono qui per anche il mio futuro ma il futuro, non solo d'artista ma il futuro anche da semplice cittadino, perché io voglio vivere in un paese in cui la cultura e il settore creativo venga tutelato, soprattutto poi in un paese come il nostro". "Poter essere oggi qui, a dare voce ad una situazione per me molto molto importante perché dobbiamo fare qualcosa, basta. È arrivato, è arrivato il momento veramente di rendere visibile quello che per gli altri stato è stato invisibile".

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