Bimba tetraplegica, risarcimento bloccato

13 lug 2020

I pagamenti del risarcimento da 3 milioni di euro per Arianna, la bimba di Cava de' Tirreni diventata tetraplegica dopo un farmaco sbagliato all'ospedale Cardarelli, quando aveva appena 3 mesi, sono stati bloccati. La Corte d'appello di Salerno ha accolto la richiesta di sospensione dopo la condanna di primo grado dell'ospedale Cardarelli, ritenuto colpevole di avere causato i gravissimi danni ad Arianna tali da renderla una bimba di legno. L'ennesima doccia fredda per la famiglia della ragazzina, diventata tetraplegica, quasi sorda e ipovedente, che ha bisogno di cure e assistenza adesso, prima che sia troppo tardi. “Il danno che è stato fatto a mia figlia è evidente. Non dovevamo proprio arrivare a questo. Lei se sta così, seduta, e sta tranquilla adesso è tutto grazie a noi, che in questi anni ci siamo dati da fare. Abbiamo girato il mondo per farla migliorare un poco. Adesso purtroppo non possiamo più sostenere queste cose. Mia figlia altri anni non può aspettare perché non sappiamo cosa ci aspetta. Ci aspettiamo il peggio. Se non la curiamo, mia figlia può morire. Mi si spezza il cuore dicendo queste cose, però purtroppo è così”. “Motivazioni dell'ordinanza emessa dalla Corte d'appello di Salerno totalmente inaccettabili. Inaccettabili perché pongono alla base la possibilità per il Cardarelli di non recuperare il denaro in un eventuale giudizio di secondo grado. Non è così, perché quel denaro, del quale avrebbe potuto disporre la piccola, sarebbe stato gestito da un giudice tutelare, il quale lo avrebbe fatto in maniera oculata”. È tutto estremamente doloroso per Arianna e la sua famiglia, anche fare una semplice doccia, in una piccola casa piena di barriere architettoniche. “La dobbiamo prendere in braccio, metterla sotto la doccia. Mio marito ha pure avuto un infarto, quindi tanti sforzi non li può fare. È pesante la situazione”. I genitori sono ancora in sciopero della fame e ci resteranno. In questo senso lanciano anche un appello al Presidente della Regione De Luca, che nei giorni scorsi si era reso disponibile a intervenire per risolvere la vicenda con un accordo tra le parti. “Se non si arriva ad un accordo, dovremo ancora aspettare chissà quanti anni, col rischio che Arianna non ce la fa ad aspettare, perché Arianna non ce la fa”.

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