Bimbo abbandonato, divide la scelta dei genitori

07 nov 2019

Prima fortemente voluto, poi lasciato alle cure dell'ospedale Sant'Anna di Torino, nessuno sa, nessuno può sapere cosa sia passato nella testa e nel cuore dei genitori di Giovannino, quando hanno deciso di non riconoscere il loro bimbo, avuto tramite fecondazione assistita, perché nato con una rarissima malattia della pelle, ma questa scelta divide, anche fuori dal Sant'Anna, dove medici e infermieri coccolano e curano il piccolo dal giorno della sua nascita. “Non si possono giudicare secondo me.” “E' una scelta difficile, però dopo averlo desiderato tanto.” “Non è facile dire non lo posso tenere.” “Anche per quanto malato grave come sta, come piccolino, doveva essere accudito da mamme e papà.” “Penso che abbiano fatto bene a lasciarlo in ospedale. Se uno non se la sente di seguirlo.” “No, noi l'avremmo tenuto!” “Bisogna trovarsi proprio nelle condizioni dei genitori per poter giudicare.” Giovannino, appena 4 mesi d'età, è ricoperto di placche e squame su tutto il corpo. E' l'Ittiosi Arlecchino, una patologia che colpisce un neonato su un milione e che rende alto il rischio di infezioni. Con una malattia così, la speranza di vita è generalmente molto bassa, ma Giovannino resiste e, ormai, ha superato la fase critica. Il Sant'Anna, dopo il clamore delle ultime ore, ha deciso di far calare il silenzio sulla storia di Giovannino, una maniera anche per proteggere il piccolo che adesso è in condizioni di lasciare l'ospedale e ha bisogno soltanto di una cosa: trovare le cure e l'affetto di una famiglia. E in tutta Italia in tantissimi in queste ore continuano a proporsi per il suo affido o la sua adozione. Le richieste passeranno al vaglio della Casa dell'affido del Comune del Tribunale dei minori. La selezione sarà molto accurata perché Giovannino richiede attenzioni continue, molto tempo e importanti spese sanitarie. Tutti fanno il tifo perché il futuro di questo bimbo sia il migliore possibile, ricordando che, al di là della scelta, discutibile o meno, dei genitori, questa è una bella storia di solidarietà che per un giorno mette in ombra l'odio e l'intolleranza.

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