Bimbo due anni ucciso Milano, confessa il padre

22 mag 2019

“Non riuscivo a dormire, mi sono alzato dal letto e l’ho picchiato in un momento di rabbia. La sera prima aveva preso dell'hashish”. La confessione cruda e terribile avviene davanti agli investigatori della squadra mobile di Milano e al PM Giovanna Cavalleri. Aliza Hrustic, il venticinquenne fermato per aver ucciso il figlio in un appartamento a Milano, spiega in un modo così banale e assurdo la morte del piccolo Daniel, due anni, ucciso a botte da chi doveva prendersi cura di lui. L'uomo che non riusciva a dormire, dice di aver agito nel corso della notte in preda a un raptus, in un momento di rabbia. Il bambino era stato ritrovato senza vita questa mattina, in una casa popolare a San Siro, aveva i piedi fasciati e segni di violenza sul corpo e sul collo. Presto sarà svolta l’autopsia. A chiamare i soccorsi era stato lo stesso uomo che poi si era allontanato lasciando a casa la moglie di 23 anni, incinta. I due avevano già altri tre figli insieme. L’abbiamo rintracciato in un’abitazione, in una via periferica di Milano, un’abitazione non immediatamente riconducibile a lui, ma dove ha trovato appoggio, rifugio per qualche ora. Tenete presente che è stato arrestato tre ore, quattro ore dopo che si è scoperta la morte del bambino, quindi prevedere anche una collaborazione di questo tipo non sarebbe semplice insomma. Una situazione familiare pesante, caratterizzata da altri episodi simili. I vicini raccontano infatti di violenze continue precedenti, sia contro la moglie che contro i bambini e di uso continuo di droga.

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