Bimbo ucciso, tenta il suicidio il compagno della madre

29 mag 2019

Prova a farla finita. Nicolas Musi, il 23enne biellese arrestato a Novara per la morte del figlio della propria compagna, Leonardo Russo di soli 20 mesi, ha tentato il suicidio nel carcere di Novara. Nella notte, poche ore dopo il funerale del bimbo l'uomo ha cercato di impiccarsi con un lenzuolo alle inferriate della sua cella. L'intervento della polizia penitenziaria ne ha evitato la morte. Prima di tentare di togliersi la vita Musi, cocainomane e con precedenti per lesioni, maltrattamenti e violenza sessuale, si era sempre avvalso della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti, di fronte ai quali si è limitato a dire di avere la coscienza pulita. Era recluso da venerdì, quando gli agenti della squadra mobile di Novara lo avevano arrestato con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato, insieme alla 22enne compagna Gaia Russo. La madre del piccolo Leo è ora ai domiciliari perché incinta, proprio lei giovedì aveva telefonato al 118 “è caduto dal letto”, aveva detto del figlioletto ai soccorritori, l'autopsia sul corpicino ha rivelato una palese incompatibilità con una semplice caduta, traumi e fratture ovunque e un'emorragia al fegato per un violento colpo all'addome. Durante l'udienza di convalida del fermo la madre ha negato di aver picchiato il bambino, accusando per la prima volta il compagno.

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