Siamo una carovana per fare la guerra. Vincenzo Alvaro, ritenuto uno dei due capi della cosca di 'ndrangheta che voleva e in parte riusciva a comandare Roma, viene intercettato mentre coi suoi affiliati puntava ad ottenere la gestione e il controllo di attività economiche: bar, pescherie, pasticcerie, sale scommesse, ristoranti nella Capitale. Insieme ad Antonio Carzo, Alvaro è originario di Cosoleto in provincia di Reggio Calabria, dove la Direzione Investigativa Antimafia ha arrestato il sindaco Antonino Gioffrè, accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Una maxi inchiesta coordinata dalla Procura reggina e da quella di Roma, che ha portato a 70 arresti in totale fra Lazio e Calabria. Noi a Roma siamo la propaggine di là sotto, dicono alcuni soggetti intercettati. E là sotto c'è la casa madre da dove partono i via libera per agire da Roma al Nord Italia. Fra gli arrestati anche due carabinieri, un commercialista, un dipendente di banca. Perquisiti gli uffici comunali di Anzio e Nettuno a pochi passi da Roma. Linguaggi, riti, comportamenti, reati tipici delle associazioni mafiose che dal Sud mettono base al Nord e anche all'estero: Germania, Svizzera, Canada.























