Il ritrovamento di un fucile in casa di un familiare, ha fatto pensare per un attimo ad una svolta nelle indagini sull'omicidio dei coniugi di Serranova. L'arma era in un deposito attiguo all’abitazione di Cosimo Calò, uno dei fratelli di Antonio, il settantenne ucciso, proprio a fucilate, la settimana scorsa assieme alla moglie, la 63enne Caterina Martucci. L'uomo, che abita anche lui nelle campagne di Serranova, è stato condotto in caserma ed ascoltato per ore dai carabinieri che già, all'indomani del duplice omicidio, gli avevano trovato in casa un altro fucile da caccia, legalmente detenuto. Ai militari, prima di essere lasciato andare senza alcun provvedimento a suo carico, ha parlato di un arma per uso sportivo, anche questa in regola. Il fucile ora sarà sottoposto, naturalmente, agli accertamenti del caso. Nessuna svolta dunque, almeno al momento, ma con il passare delle ore si fa sempre più strada l'ipotesi che il terribile delitto sia maturato in ambito privato, se non familiare, gli investigatori stanno focalizzando in particolare la loro attenzione, su un eredità ricevuta da Antonio da un altro fratello, deceduto due anni fa. E proprio di quel lascito la vittima avrebbe dovuto parlare con un avvocato la settimana scorsa, assieme all'altro fratello Carmelo, è stato quest'ultimo, mercoledì sera, facendo visita ai coniugi a scoprire i loro corpi ormai senza vita. L'assassino, che certamente conoscevano, gli aveva giustiziati sparando loro alla testa.























