Camorra, boss latitante a casa del gioielliere di Posillipo

24 gen 2017

Ha 41 anni, titolare di una gioielleria in via Calabritto, il salotto di Napoli, titolare di un marchio di orologi, ricco e figlio della borghesia grigia della cosiddetta Napoli bene. Luigi Scognamiglio da oggi lascia la sua villa di Posillipo vista mare e sarà ospite del carcere di Poggioreale. La Direzione investigativa antimafia di Napoli l’ha arrestato con l’accusa di favoreggiamento aggravato per aver aiutato il camorrista Antonio Lorusso, un tempo padrino temuto della mala a Napoli e oggi collaboratore di giustizia, a sottrarsi alle ricerche e ad eludere le indagini della Magistratura fornendo al mafioso assistenza logistica e materiale. In particolare, Scognamiglio, imprenditore e colletto bianco, durante il primo periodo della latitanza del camorrista e sino alla sua fuga all’estero – fu arrestato a Nizza dai Carabinieri – avrebbe messo a disposizione di quest’ultimo un’abitazione del quartiere borghese di Chiaia, fornendogli vitto, alloggio ed occupandosi di ogni sua esigenza personale, tra cui la convocazione e l’accompagnamento di affiliati del clan e della moglie ed infine ospitandolo per un lungo periodo anche nella sua abitazione. Determinanti sono state sia le dichiarazioni del camorrista, oggi pentito, che i riscontri trovati dalla Direzione investigativa antimafia. Accuse precise al gioielliere sono state mosse anche dalla moglie dell’ex boss, donna che si trova agli arresti domiciliari.

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