Campania "gialla", De Luca: governo si assuma responsabilità

06 nov 2020

Pensavano di dover chiudere e di non lavorare per un bel po' di tempo i ristoratori e baristi di Napoli. Poteva andare peggio, quindi ho saputo questa zona gialla e ci adattiamo a quello che dicono per ora, che il problema c'è e noi facciano il possibile per rispettare le regole e anche lavorare. Cerchiamo di andare avanti, cerchiamo comunque, noi del popolo, noi dei commercianti, di tenere le distanze, di mantenere una regola ben precisa, in modo che comunque facciamo qualcosa per il bene di tutti. Il DPCM invece ha inserito la regione Campania nella fascia gialla e quindi le misure decise sono più leggere rispetto alle fasce rosse e arancione. I bar e ristoranti resteranno quindi aperti fino alle 18, poi consegna a domicilio e fino alle 22 sarà consentito l'asporto. Chiusi i musei, le mostre, i cinema e i centri commerciali sabato e domenica, ad eccezione delle farmacie, tabaccherie ed edicole che si trovano all'interno. Coprifuoco dalle 22 alle 5. Le polemiche non sono mancate. Il Presidente della Campania, De Luca, rilancia l'allarme e torna a chiedere misure più rigorose. Ho detto e ripeto - le sue parole - che dobbiamo considerarci la realtà più esposta e che dobbiamo adottare prima di altri, e con più rigore, le misure necessarie. Invito i Sindaci a predisporre la chiusura del lungomare e di parte dei centri storici nel fine settimana, le sue parole. Il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, si dice sconcertato perché la sanità nella regione è al collasso e nelle strutture sanitarie mancano letti e medici. In più le scuole restano chiuse e continua ad essere attiva la didattica a distanza per ogni ordine e grado. Serve chiarezza in un momento di emergenza, dicono gli esercenti; le proteste dei commercianti, degli artigiani e di altre categorie di professionisti che non rientrano nel Decreto Ristori non si fermano. Al momento noi siamo invisibili. Il commercio non è proprio stato preso in considerazione; nessun aiuto è stato previsto, nessun ristoro. Noi chiediamo assolutamente di prendere in considerazione il grave problema economico che la nostra categoria sta vivendo. Intanto i nuovi positivi sono 3888 su poco più di 19 mila tamponi effettuati. 174 i posti letto occupati in terapia intensiva.

pubblicità